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Ravello Festival, sindaco Di Martino diserta per protesta: «Non vado alla conferenza, Felicori fa il podestà»

«È vero, ero stato tra i primi a chiedere la nomina di un commissario per la Fondazione, ma per imprimere una svolta migliorativa, rinunciando persino ad esercitare il potere di nomina dei soci. Felicori pare interpretare il suo ruolo come podestà»

Scritto da (Redazione), giovedì 25 aprile 2019 11:34:56

Ultimo aggiornamento giovedì 25 aprile 2019 17:27:40

Come annunciato ieri, è fissata per lunedì 29 aprile, a Napoli, la conferenza stampa di presentazione della 67esima edizione del Ravello Festival.

Ma tra i presenti, assieme al governatore Vincenzo De Luca, alla sovrintendente e al direttore artistico del Teatro San Carlo, Rosanna Purchia e Paolo Pinamonti, e al commissario della Fondazione Ravello, Mauro Felicori, non ci sarà il sindaco del Comune, socio fondatore della Fondazione. Lo avevamo notato ieri dall'invito alla partecipazione, in cui non figurava il nominativo dell'avvocato Salvatore Di Martino.

A darne più ampia notizia è il Corriere del Mezzogiorno oggi in edicola in un articolo a firma di Angelo Agrippa che raccoglie le dichiarazioni di DiMa.

E dire che era stato proprio il primo cittadino Salvatore Di Martino ad invocare una gestione rinnovata del Festival e a chiedere il commissariamento della Fondazione in consiglio comunale. «Ma non avrei mai immaginato — commenta ora — che si potesse giungere a questa caduta di stile». Ma cosa è accaduto? Sui vivacissimi siti di informazione locale si parla dei bandi per il noleggio di pianoforti e l'allestimento delle luci per i concerti pubblicati con estremo ritardo. Mentre su altre pagine fioccano interventi di giornalisti ed ex organizzatori del Festival di Ravello che si contendono l'attenzione con critiche e approvazioni su quanto il commissario Felicori sta preparando per l'edizione 2019. «Non ho alcuna intenzione di fare polemica — aggiunge il primo cittadino — ma non vedo per quale motivo dovrei essere presente alla conferenza stampa se l'amministrazione comunale non è stata per niente coinvolta. È vero, ero stato tra i primi a chiedere la nomina di un commissario per la Fondazione, ma per imprimere una svolta migliorativa, rinunciando persino ad esercitare il potere di nomina dei soci. Invece, Felicori pare interpretare il suo ruolo come un podestà. Anzi — sottolinea Di Martino — sul sito della Fondazione, non so se per ignoranza o mala fede, continua a comparire il logo del Comune».

A Ravello si teme che il programma di quest'anno possa subire un ridimensionamento a danno del prestigio della rassegna. Ma dalla Fondazione fanno intendere che non sarà così e che il budget sarà in linea con quelli degli anni passati. «I finanziamenti del Por, di 2 milioni circa, ci sono — aggiunge il sindaco Di Martino —. Ma poi si dovrà vedere quali saranno le scelte operate dal commissario. Vanno bene i giovani dei Conservatori campani. Tuttavia, il Festival è un'altra cosa. Speriamo di non essere sommersi dalle critiche».

Dichiarazioni destinate a risvegliare i bollori del "pollaio di Ravello", così definito da De Luca che ha individuato Felicori proprio per mettere fine alla confusione all'anarchia della Fondazione. Ma dopo soli tre mesi di queite (apparente) si ritorna a fare "ammuina".

>Leggi anche:

Ravello Festival 2019: 29 aprile si presenta la 67esima edizione

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