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Palazzo Avino, orgoglio di Ravello nel mondo

Scritto da Emiliano Amato (Redazione), giovedì 18 febbraio 2016 16:49:10

Ultimo aggiornamento giovedì 11 luglio 2019 12:56:09

di Emiliano Amato

Come tantissimi prima di lui, aveva compreso di trovarsi nel posto più bello del mondo. Erano gli anni novanta del secolo scorso quando l'imprenditore conserviero Giuseppe Avino da Castel San Giorgio intuì con suo padre padre Attilio, indimenticata personalità del mondo dell'imprenditoria salernitana, che quell'antico palazzotto abbandonato del centro storico di Ravello, già sede del glorioso albergo Palumbo, doveva rinascere a nuova vita e tornare a splendere nel firmamento dell'hotellerie mondiale.

Nel 1996 ebbero inizio i lavori di consolidamento e restauro della struttura, ultimati in tempi record per l'inaugurazione dell'estate dell'anno seguente. Negli ultimi mesi si lavorò anche di notte per rispettare i tempi.

 

All'epoca Ravello era consapevole che qualcosa stava cambiando, e cioè che qualcosa di veramente importante stava avvenendo. C'era un via vai di persone nuove, capireparto provenienti da diverse parti d'Italia che avrebbero dovuto "insegnare" un nuovo concetto d'intendere la ricettività. In una Ravello abituata, fino a quel momento, a un'accoglienza di tipo familiare, semplice ma rigorosa al tempo stesso, che di lusso poteva offrire la bellezza del luogo, il suo garbo e la magnificenza dei palazzi gentilizi medievali che dalla seconda metà dell'Ottocento cominciarono a trasformarsi in alberghi.

C'era tanta curiosità in paese per l'apertura del Palazzo Sasso che nel Medioevo fu la residenza della nobile famiglia dei Sasso, la stessa casata da cui discendeva il Beato Gerardo, fondatore dell'Ordine dei Cavalieri di Malta. Quell'albergo extra lusso con vasche idromassaggio, marmi di Carrara ovunque, pregevoli pezzi d'antiquariato, infissi smaltati color oro, proprio come piace agli americani, oltre alla curiosità già cominciava a generare orgoglio nei Ravellesi. Per l'apertura, nel luglio 1997, arrivò Placido Domingo che sul belvedere di Villa Rufolo interpretò il Parsifal.

Giuseppe Avino, imprenditore di razza, e dunque prudente rispetto a un ingresso azzardato a capofitto in un settore a lui estraneo, decise con grande sagacia di affidare da subito il lancio della struttura a livello internazionale a una delle più importanti catene alberghiere del globo: la Virgin. Direttore tedesco con accoglienza e servizio esclusivamente italiani: un mix vincente fin dall'inizio che portò in brevissimo tempo l'hotel Palazzo Sasso di Ravello a guadagnare i primissimi posti delle più autorevoli classifiche mondiali del settore dell'ospitalità d'eccellenza. Tra i migliori sessanta alberghi al mondo nella sua categoria per Condè Nast Traveller, vanta due "The Worlds best Service" d'Italia e d'Europa nel 2009 e 2010, riconoscimento di Travel + Leisure, il magazine newyorkese di settore, specializzato in viaggi e tempo libero; un "Best of the Best Virtuoso Award for the best culinary experience", sempre nel 2009, che quattrocento tra le più prestigiose agenzie di viaggi d'elite al mondo riunitesi a Las Vegas, hanno assegnato al ristorante dell'albergo, il Rossellini's da due stelle Michelin (nessun ristorante della provincia di Salerno è ancora riuscito nell'impresa).

La struttura con quarantatrè camere di cui sei sono suites propone tutti i servizi imposti dalla categoria cinque stelle lusso (servizio impeccabile, camere con ceramiche di Vietri fatte a mano, antichi tappeti e mobili del XVII e XIX secolo, lino di Frette e amenities di Bulgari, TV satellitare, cassetta di sicurezza, minibar, accesso internet e I-Pod altoparlanti, piscina riscaldata, palestra, solarium con jacuzzi, centro benessere, room service h 24, ristorante stellato, limousine e yatch service, villa privata sul mare...) e offre lavoro a poco meno di cento figure professionali, la maggior parte delle quali residenti a Ravello e in Costiera Amalfitana.

 

Palazzo Sasso, agli occhi dei turisti dell' élite internazionale disposta a spendere persino duemila euro per notte nella super suite "Infinity", ha rappresentato l'inconfondibile stile dell'ospitalità italiana, da sempre il mix impareggiabile delle migliori professionalità riunite in un'ambientazione magica, Ravello. Perché qui, grazie al passaggio dei migliori direttori, chef e barman provenienti da esperienze presso le migliori realtà mondiali, si sono formate decine di professionalità ravellesi e della Costiera, affermatesi nel settore, che hanno avuto facile accesso presso le più blasonate strutture alberghiere italiane ed estere.

E anche grazie allo stile "antesignano" Palazzo Sasso se tutto il comparto turistico di Ravello ha inevitabilmente subìto una metamorfosi: negozi, bar, ristoranti e persino altri alberghi hanno cominciato a potenziare strutture e servizi, consapevoli del nuovo flusso turistico d'alta qualità che il nuovo albergo - sempre fully booked da aprile a ottobre - aveva attirato nella Città della musica.

Dal 2011, a soli 27 anni, è Mariella Avino, primogenita di Giuseppe, a condurre il gioiello di famiglia come managing director. Con in tasca una laurea a pieni voti in Economia e Commercio alla Luiss Guido Carli di Roma, dopo diverse esperienze all'estero e un periodo di affiancamento all'ex direttore Aaron Kaupp, ha preso in mano le redini di una delle realtà aziendali più solide e prestigiose della Costa d'Amalfi, eccellenza dell'offerta ricettiva nazionale nel mondo. Lei che, sin da bambina, ha visto nascere, crescere e affermarsi il sogno di suo padre. Nel 2012 l'operazione di re-branding, con palazzo Sasso che da quel momento in avanti si chiamerà Palazzo Avino. Non certo un'ostentazione del cognome ma una scelta quasi obbligata dettata dalla necessità di mettere fine alla querelle sui diritti del marchio. Un colpo al cuore per gli Avino e per i tanti affezionati di Palazzo Sasso, ma la caparbietà di Mariella nelle nuove campagne di sales and marketing è riuscita a lasciare inalterato il prestigio dell'albergo nei maggiori circuiti delle agenzie di viaggio mondiali.

Ed è senza dubbio Ravello, con i suoi scorci incomparabili, a guadagnare un notevole ritorno d'immagine nei circuiti americani, inglesi, brasiliani, russi (in questi giorni il responsabile sales and marketing di Palazzo Avino sta operando a Miami, in Florida).

In quasi vent'anni Giuseppe Avino con la sua famiglia, ancorata a saldi principi etici e morali, continua a offrire con generosità il proprio disinteressato contributo umano e professionale anche al servizio di Ravello a cui si è legato visceralmente.

Gli Avino continuano a farlo nel rispetto rigoroso dei luoghi e degli abitanti, con la discrezione e l'eleganza di sempre, attraverso le attività religiose e sociali a cui vengono invitati a partecipare e sostenere.

E la cittadinanza onoraria conferita al signor Giuseppe Avino dal Comune di Ravello non è altro che il giusto riconoscimento a tutto questo.

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